Stati Uniti, l'indice dei prezzi alla produzione 0,2%
Published on 10.10.2018 18:54

L'indice del dollaro sulle principali controparti resta in prossimità del massimo delle ultime sette settimane, forte della risalita della curva dei rendimenti USA. Insensibile al dato sui prezzi alla produzione di settembre, cresciuti in perfetta sintonia rispetto al consensus Reuters, il mercato continua a scommettere sul percorso rialzista di politica monetaria intrapreso da Federal Reserve, che procede a dispetto delle critiche di Donald Trump. Inoltre, secondo quanto reso noto dal dipartimento del Commercio, le scorte di magazzino all'ingrosso negli Stati Uniti sono aumentate dell'1% rispetto a luglio a 642,7 miliardi di dollari, dato migliore dall'ottobre 2013, incoraggiante perché potrebbe dare una spinta alla crescita economica del trimestre in corso; gli analisti attendevano un +0,8 per cento. Su base annuale, le scorte sono aumentate del 9,2 per cento. Con l'attuale ritmo di vendita, occorrerebbero 1,26 mesi per esaurire completamente le scorte (un anno fa, il dato era a 1,30 mesi).

A Wall Street, i futures sui principali indici anticipano una partenza in ribasso visto che il contratto sull'S&P500 scende dello 0,34%, seguito da quello sul Nasdaq100 che arretra dello 0,54%. Il mercato non ha trovato alcun sostegno nell'unico dato macro di rilievo di oggi che si è rivelato in linea con le aspettative. A settembre infatti l'indice dei prezzi alla produzione hanno evidenziato una variazione positiva dello 0,2%, in recupero rispetto al calo dello 0,1% precedente e in linea con le stime. Anche la versione "core" è salita dello 0,2% dopo il calo dello 0,1% di agosto, rispettando anche in questo caso le previsioni del mercato.

Il petrolio oggi è in ribasso, dopo aver avvicinato ieri i 75 dollari al barile ora scende verso i 74,5 dollari, ed è preceduto dal segno meno anche l'oro che arretra in direzione dei 1.186 dollari l'oncia.

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Mar'yan Di Valentino

Analista

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