L'indice PMI del Eurozona rimane ai livelli più deboli
Published on 04.12.2018 14:26

Avvio di seduta contrastato per le borse europee, reduci dalla chiusura in forte rialzo di ieri dopo la tregua nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina siglata a Buenos Aires, in occasione del G20. Nel primo scorcio di seduta Londra segna un rialzo dello 0,30%, mentre Francoforte cede lo 0,24% e Parigi lo 0,34%. A Milano il Ftse Mib segna una flessione dello 0,11% a 19.605 punt i, con lo spread Btp-Bund in lieve rialzo a 286 punti. Sull'indice principale della borsa di Milano soffrono i titoli del comparto industriale, con Prysmian (-1,50%), Cnh Industrial (-1,20%) e Brembo (-0,98%). Stm cede l'1,60%. Vendite anche sui titoli del comparto bancario, Ubi Banca arretra dello 0,65%, Banco Bpm dello 0,71% e Intesa Sanpaolo dello 0,33%.


Sul fronte dei dati macro, l'indice PMI relativo all'intera Eurozona si è attestato a 51,8 punti, tre decimali in più rispetto al valore atteso dagli analisti (51,5). La crescita dell’economia manifatturiera dell'Eurozona è in ogni caso risultata la più debole dall'agosto 2016. Come riportato nel comunicato stampa allegato al rilascio dei dati, le quattro maggiori economie dell’area euro hanno registrato il valore PMI manifatturiero più basso tra tutte le nazioni coperte dall’indagine. L’Italia, in particolare, col PMI più basso registrato in quasi quattro anni, pari al 48,6, tre decimali in mano rispetto alle attese degli analisti, ha riportato il secondo mese consecutivo di peggioramento delle condizioni operative del settore e si è posizionata in fondo alla classifica dei paesi che adottano la valuta unica, al di sotto della soglia dei 50 punti, reputata lo spartiacque tra una economia in recessione o in espansione.


Il prezzo del petrolio apre in rialzo di oltre un punto percentuale, con il Wti a 53,6 dollari al barile e il Brent 62,4 dollari dopo la decisione del Qatar di lasciare l'Opec.


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Mar'yan Di Valentino

Analista

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