Cina e Russia accumulano oro e vendono Treasuries

Nelle ultime 24 ore, il greggio è cresciuto dello 0,32% chiudendo a 52,86 dollari al barile. Durante la sessione asiatica, la quotazione del petrolio greggio è stata di 53.03$, in aumento dello 0,32% rispetto alla chiusura di ieri. In caso di storno down, la quotazione potrebbe trovare supporto a 52.39$ seguito da 51,76$, mentre in caso di rally, la prima resistenza si trova ora a 53,86$ seguito da 54,70$.

Nello stesso tempo, l'XAU/USD è diminuito dello 0,94% chiudendo a 1499,20 dollari l'oncia. Sul fronte dei dati macro, in meno di un anno la banca centrale cinese ha acquistato oltre cento tonnellate di lingotti. Una tendenza che si osserva in modo ancora più accentuato in Russia, dove non solo la banca centrale sta incrementando il peso delle riserve auree, ma anche le transazioni commerciali si stanno spostando verso valute diverse dal biglietto verde. Il gigante petrolifero Rosneft dal mese scorso ha scelto l’euro come valuta di riferimento per i contratti di fornitura ai clienti: una mossa che esclude la divisa americana da transazioni per oltre 50 miliardi di dollari l’anno, solo con riferimento alle vendite di petrolio (Rosneft esporta 2,4 milioni di barili di greggio al giorno).

Nella sessione asiatica, la quotazione dell'oro è stata di 1497$, in diminuzione dello 0,15% rispetto alla chiusura di ieri. In caso di discesa, la quotazione dell'oro potrebbe trovare un supporto a 1488,20$ seguito da 1479,40$, mentre in caso di rally, la prima resistenza si trova ora a 1509,70$ seguito da 1522,40$.

Gli indici a Wall Street hanno terminato la seduta con dei leggeri ribassi. La giornata è stata caratterizzata dalla volatilità che ha portato i listini a ondeggiare tra guadagni limitati e piccole perdite. Il DJIA ha cceduto 96,11 punti, lo 0,36% a quota 26.477,61, invece l'S&P 500 ha chiuso in ribasso di 13,35 punti, lo 0,45%, a quota 2.938,66, mentre il Nasdaq Composite ha perso 26,18 punti, lo 0,33%, a quota 7.956,29. Sul fronte aziendale, da segnalare le buone performance di Apple e Uber. Il colosso tecnologico ha toccato il livello più alto delle ultime 52 settimane chiudendo in rialzo dello 0,02% a 227,06 dollari, menter Uber ha aggiunto il 2,36% a 30,37 dollari dopo che gli analisti di Citigroup hanno rivisto al rialzo le loro previsioni sul prezzo del titolo.
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